Una settimana col Kindle 3
Molti mi hanno chiesto le mie impressioni sul Kindle 3: ho pensato di raccogliere alcune idee in una collocazione unica, aggiungendo qualche link a discussioni su FriendFeed in cui utenti più esperti mi hanno aiutato a orientarmi un poco (il mio feed è privato, sorry). Si tratta di impressioni assolutamente soggettive, che non hanno pretesa di avere valore per tutti né di essere particolarmente originali.
Il mio modello wi-fi only mi è stato consegnato il 30 agosto, ad un mese esatto dall’ordinazione, secondo le promesse (nonostante qualche goffaggine comunicativa). Appartiene alla prima ondata di Kindle 3, andata esaurita in pochissimo tempo: fra i late adopters sono una early adopter. Il costo è di 139 dollari, più 10.98 di trasporto e 32.85 di spese d’importazione. L’ho ordinato sul sito americano di Amazon (solo gli inglesi possono acquistare su amazon.co.uk)
Lo schermo è di ottima qualità: un vero sollievo per i miei occhi affaticati dalla luce dello schermo del desktop e dalla retroilluminazione dell’Androide, utilizzato per diversi mesi come lettore di e-book. Mi infastidisce un poco la transizione tra una pagina e l’altra: c’è un attimo di latenza in cui il testo appare in negativo. Ma non è niente di insopportabile.
Leggo bene anche alla sera: ho comprato una custodia che contiene una luce estraibile, alimentata dalla batteria del Kindle. La custodia è indispensabile: il lettore mi pare troppo delicato per essere trasportato senza protezione in una borsa piena di roba. Anche con la custodia pesa davvero poco: in borsa quasi non si sente.
Ai clienti non americani Amazon non fornisce un cavo per connettere il Kindle alla presa elettrica - che va acquistato a parte - ma solo il cavo usb. La cosa mi pare un po’ assurda, anche se è possibile avere uno sconto consistente per l’acquisto.
Ho caricato la batteria solo un paio di volte, e pare che non siano sufficienti ad esprimere un giudizio: quindi, per ora, mi astengo. La mia impressione è che la promessa durata di circa un mese sia pura utopia.
La possibilità di personalizzare il formato di lettura è limitata alla dimensione, a tre caratteri tipografici, a tre tipi di spaziatura e a tre tipi di distribuzione delle parole nel rigo: a confronto di applicazioni Android come Aldiko o FBReader non è moltissimo (del resto, anche l’applicazione Kindle per Android è molto spartana rispetto alle due citate). Le opzioni offerte sono comunque più che sufficienti a garantire una lettura di qualità, moderatamente personalizzabile. I menù e le varie schermate di servizio sono sobri e spartani (per me è un complimento).
Ho comprato su Amazon solo un paio di libri e sto provando l’abbonamento a La Stampa e al Times Literary Supplement. L’Oxford Dictionary of English e il New Oxford American Dictionary, già inclusi nell’apparecchio, sono consultabili con un click: è una grande comodità.
Per quanto riguarda altri tipi di files, ho convertito in formato *.mobi sia *.epub che *.doc , con successo, usando sia Calibre che Mobipocket Creator o Mobipocket Reader (molto comodo per una conversione rapida: basta spostare il file che si desidera convertire nella finestra principale del programma e fa tutto da solo). Trovo molto positivo il fatto che, convertendo un *doc, si conservino le note a pié di pagina in forma di link. Meno bello è che alfabeti diversi da quello latino, in carattere unicode, non vengano convertiti adeguatamente.
I *.pdf sono più complicati. Il formato ha le sue rigidità e lo schermo piccolino non facilita le cose. Si ottengono risultati migliori in landscape mode. È possibile ingrandire le dimensioni del carattere, a scapito della possibilità di leggere a pagina intera. Il tutto rende l’operazione un poco macchinosa. La qualità della lettura dipende dalla qualità del documento originario. Ho provato a visualizzare *.pdf di testi ottocenteschi in alfabeti non latini, prodotti da Google: si leggono bene, anche se - onestamente - la qualità della lettura non è all’altezza del formato proprietario. Finora, tutti i pdf che ho caricato sono risultati leggibili.
Tutti i documenti si possono evidenziare e annotare: le note (con indicazione del testo in cui sono collocate e della posizione) vengono salvate in un file *.txt che si può spostare sul desktop e manipolare a piacimento. Sarebbe bello (e per me molto utile) poter salvare il file con inserite le proprie annotazioni.
Schermo a parte, il Kindle è uno strumento deliziosamente arcaico. Reduce dall’esperienza con Android, sento molto la mancanza del touchscreen sia per sfogliare i libri che per muovermi nel menù (è tutto un pigia-pigia!). Il tasto principale, a cinque direzioni, mi ricorda molto da vicino quello del mio vecchio Nokia N70. La tastiera è piccina e un po’ rigida, ma funzionale per mettere brevi note. Insomma, ci sono ampie possibilità di miglioramento.
Passi evidenziati e annotati si possono condividere su Twitter e Facebook. Volevo inoltrare un account Twitter, appositamente creato, su FriendFeed ma quest’ultimo, com’è noto, ha problemi di funzionamento e non lo riconosce. Peccato: mi pare una funzione interessante e potenzialmente utile, in diversi contesti.
Nel complesso, sono soddisfatta dell’acquisto, che penso riserverò a tutti quei libri ‘di consumo’ per cui ormai mi manca spazio in casa. Farò comunque qualche sperimentazione per utilizzi professionali (lettura tesi; consultazione pdf di lavoro). la lettura di pdf non sarà comodissima, ma per consultazioni veloci e mirate può andar bene e risparmiarmi il trasporto di inutili chili di carta.

